pubblicato il 30/01/2018 09:28:04

  

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TUMORE DELLA CISTIFELLEA E DELLE VIE BILIARI

La cistifellea, o colecisti, è un piccolo organo a  posto appena al di sotto del fegato. Il suo ruolo principale consiste nel concentrare e immagazzinare la bile prodotta dal fegato e necessaria per la digestione dei grassi.

Durante la digestione del cibo, la contrazione della cistifellea provoca il versamento della bile nell'intestino attraverso la parte finale del dotto biliare, un sottile tubo che in totale misura poco più di 10 cm. I dotti biliari si sviluppano all'interno del fegato e confluiscono in rami sempre maggiori fino a dare origine ad un dotto destro ed un sinistro che congiungendosi danno luogo all'estremità del dotto che emerge dal fegato. Quest'ultimo è il cosiddetto dotto epatico al quale la cistifellea si collega tramite un altro tubicino chiamato dotto cistico. L'insieme di queste strutture prende il nome di dotto biliare comune o coledoco.


FATTORI DI RISCHIO

Il fattore di rischio più comune per il tumore della cistifellea sono calcoli biliari: al momento della diagnosi di cancro della cistifellea nella maggior parte dei pazienti (75-90%) viene infatti riscontrata la presenza di calcoli biliari o di processi infiammatori. Tuttavia non è detto che la presenza di calcoli o infiammazione dia origine al tumore, che è, fortunatamente, assai raro.
Il rischio di tumore delle vie biliari aumenta invece in presenza di infiammazione cronica del dotto biliare (colangite cronica) che in alcuni casi porta alla formazione di cicatrici nel dotto stesso (colangite sclerosante). Anche in questo caso alcune condizioni patologiche che possono causare infiammazione del dotto biliare fanno crescere il rischio di tumore; tra queste la colite ulcerosa (particolare forma di infiammazione cronica dell'intestino) e la presenza di calcoli nel dotto.
Altri fattori di rischio sono le cisti del coledoco, la dilatazione congenita dei dotti biliari intraepatici e la cirrosi (soprattutto quella causata da colangite sclerosante cronica). Entrambi i tumori si presentano in genere in pazienti di età superiore ai 65 anni. Il tumore della cistifellea è più frequente nelle donne. Il rischio cresce nel caso di obesità e di una dieta ricca di carboidrati e povera di fibre.

Infine, l'esposizione ad alcune sostanze chimiche tra le quali, per esempio, la diossina e il fumo potrebbe costituire un fattore di rischio di colangiocarcinoma, soprattutto per le persone che soffrono di colangite sclerosante.

 

PREVENZIONE

Non esistono strategie specifiche per prevenire il tumore della cistifellea e quello delle vie biliari, ma alcuni comportamenti, come per esempio evitare il soprappeso e l'obesità, possono contribuire a ridurre il rischio.
Per quanto riguarda il colangiocarcinoma è inoltre opportuno evitare l'esposizione a sostanze chimiche, fumo e alcol. Anche la vaccinazione contro il virus dell'epatite è importante nel diminuire il rischio.

 

COME PROCEDERE

Nel caso in cui ci sia il sospetto di un tumore della cistifellea, dopo una valutazione clinica da parte del Medico,  si puo  procedere con

  • un prelievo di sangueche permette di valutare i livelli degli enzimi epatici e della bilirubina. Elevati valori di questi enzimi indicano un problema a livello del fegato e potrebbero essere legati a patologie che interessano la cistifellea o le vie biliari. Dall'esame del sangue è anche possibile misurare i livelli di CEA e CA19-9, due marcatori tumorali che risultano elevati in molti tumori addominali.Il Ca 19-9 in particolare si eleva in concomitanza di tumori delle vie biliari e della cistifellea anche se  una sua elevazione non è elemento definitivo dato che questo marcatore si eleva anche in caso di infiammazione specie se associata ad ostacolato deflusso della bileTra gli esami più utilizzati:

-    un’ecografia addominale

-    un esame di Tomografia Computerizzata (TC) : esame che  permette di diagnosticare la presenza del tumore, ma anche per verificare l'eventuale coinvolgimento degli organi circostanti

-    un esame di Risonanza magnetica: esame  particolarmente indicato nel caso dei tumori delle vie biliari poiché consente di effettuare, in modo non invasivo uno studio accurato dell'intero albero biliare

-    un ‘Angiografia e colangiografia: tale esame si effettua mediante inserzione di un sottile catetere in un'arteria all'inguine (arteria femorale) per poi farlo risalire nell'aorta fino a raggiungere l' arteria che porta sangue all'organo oggetto dello studio. La colangiografia invece prevede l'iniezione di mezzo di contrasto attraverso la puntura del fegato attraverso la parete addominale e l'incannulamento, con un sottile tubicino flessibile, di un dotto biliare intraepatico. Attraverso questo tubicino è possibile effettuare prelievi di tessuto.

-  una Colangiografia retrograda endoscopica (ERCP): un endoscopio (tubo flessibile del calibro di circa un centimetro), inserito dalla bocca e fatto passare attraverso esofago e stomaco viene introdotto fino al duodeno a livello di una valvola (papilla di Vater) che rappresenta la porta di comunicazione tra dotto biliare (il coledoco) e intestino (il duodeno appunto). Da lì si raggiunge il dotto biliare per effettuare prelievi di tessuto.

- una Biopsia:  prelievo di tessuto che verrà poi analizzato per la ricerca di cellule tumora

TRATTAMENTO


La chirurgia rappresenta il trattamento più efficace per la cura del tumore della cistifellea.. Il termine colecistectomia indica la rimozione chirurgica della cistifellea.

Generalmente in presenza di un tumore della cistifellea non ci si limita a rimuovere la colecisti ma si estende l'asportazione a una parte del fegato, ai linfonodi e alla via biliare. L'estensione della rimozione dipende dallo stadio della malattia.

L’intervento può essere effettuato in Chirurgia “classica” o in  Laparoscopia

 

 

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